Annamaria Arletti
Bergamo, 13/10/2008
Opere, quelle dell’artista Annamaria Arletti, che nel loro generale pongono una piccola malinconia, portata in braccio, presentata in maniera velata, circondata dai colori sfumati quasi ombrosi, che l’artista usa nei suoi dipinti.
Colori sempre accesi, sempre accarezzati dal sole, che indica un essere quasi puro, portato al vero, all’essere se stesso, ma immagini che portano anche a un pensiero di rassegnazione, come il ragazzino solitario con il capo basso e la borsa in spalla, in Santa Lucia Luntana, mentre persone comuni parlano in famiglia o salutano parenti in partenza sulla nave.
O come nell’opera “Ricchi e poveri”, dove la dolcezza delle immagini a volte si scontra con la desolazione del paesaggio: ambiente naturale e puro, che, nella sua solitudine, lascia trasparire un pò di questa sensazione.
Ma sono piccoli particolari che l’artista riesce a trasmettere in alcuni quadri, perchè poi di base resta la semplice allegria interna, personale, che l’artista pone al pubblico con opere come “Il teatro San Carlo” o “Riviera di Chiaia”.
Sempre bello ed interessante leggere fra i colori di un’opera, per poter “sentire” il carattere o il piccolo sentimento che l’artista provava nell’eseguire l’opera stessa.
Claudio Raccagni
(Critico-Poeta)
Claudio Raccagni, nato nel 1969 a Palazzolo sull’Oglio.