Archive for the ‘Articoli Critiche’ Category

Pasquale Nocera Arkone

Spettacolare come l’Artista sappia dare vita ai sogni, al semplice pensiero che un uomo ha, ma che non riesce ad esprimete totalmente a causa della mancanza di parole, le quali non sono in grado di farlo.
L’Opera di Pasquale spiega, racconta il tutto senza fatica. L’acqua dentro di noi, le sue carezze, il suo profumo.
La calma dei sensi, delle emozioni. Tutta la vita caotica sommersa, per lasciare ritornare la calma della natura e di noi stessi.
Il Paradiso sempre sognato…………….senza parole, ma infinite sensazioni.

pasquale

Selene Salvi

L’opera d’arte, nell’autoritratto, non deve seguire la perfezione dei lineamenti del viso, ma riprodurre l’emozione del soggetto, ciò che è custodito all’interno e l’arte pittorica svela senza pudore, perchè l’arte vera apre al mondo delle sensazioni.
Selene Salvi, si ritrae nella sua sensualità, accarezzata dalla malinconia, forse di un Amore lontano; forse di infiniti pensieri senza freno.
Opera concreta, che si fa accarezzare dallo spettatore, che sente in pieno la pelle irreale dell’autoritratto stesso, ma che si fa praticamente toccare dalle emozioni, perchè, le emozioni, arrivano ovunque, se fatte vivere con maestria.
Occhi chiusi a guardare oltre. Oltre una finestra; oltre il proprio cuore…………….infinito Amore di Donna.

04/2011

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Anna Rita Angiolelli

Esiste un rincorere la malinconia soffusa. Malinconia di emozioni passate, ma non esiste tristezza nelle opere di Anna Rita Angiolelli.

Colori soffusi, chiari, che si accendono come luce unica, in notti estive, cosi da rischiarare loro stesse ed il cuore del pubblico.

Sempre pochi, essenziali elementi, che danno il significato all’opera stessa.

Profumo di adolescenza, di tenere sensazioni, che solo in quei periodi di sentono, portate poi nelle opere successive, ma sempre…….profumo.

04/2011

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Stefania Vena

Qualunque sia la forza delle Sue opere, Stefania Vena lascia che sia la semplicità delle forme ad avere il sopravvento.

Colori puliti, puri, che riportano alla purezza della vità di tribù passate, dove la famiglia, l’affetto, il vivere la vita, era dono alla Natura.

L’erotismo dell’Artista è puro. Semplici vestaglie a coprire l’elemento principale dell’erotismo stesso: il corpo.

Ma l’abbraccio principale che queste opere offrono al pubblico è la semplice forza del colore, che come un’onda arriva, ci prende, e ci porta nel meraviglioso mondo di abbracci, carezze, pensieri puliti.

Le Opere vivono. Vivono al punto da poter essere toccate col pensiero, cosi vivido, da tremare per non potersi tramutare in realtà.

Lo spettatore diventa la parte tentatrice delle opere.

04/2011

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Aurora Manfredi

L’eleganza femminile resta anche in questi nuovi lavori di Aurora. Lavori spigolosi, ma che sulle proprie punte artistiche lasciano scivolare il tatto dello spettatore, che tutto intuisce, tranne che un minimo graffio.
Le carezze; il tempo; la storia ed il futuro. Tutto parla, in immagini, che tutto hanno tranne che la staticità.

Aurora è cresciuta. Le sue opere sono la nascità di una nuova creatura, un nuovo figlio, che racconta di Aurora stessa. L’Artista si completa portando la parte femminile a stringere la mano alla sua Arte maschile. Ecco che l’affetto si ritrova anche in queste opere, all’apparenza lontane.

L’Artista è consapevole ora del significato del “tutto” o comunque riporta la confusione alla sua naturale essenza:…L’essere.

03/2011

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Germana Ponti

Torna il nudo, quello vero; quello che raramente attira la mia attenzione di uomo vero, che guarda al femminile solo se attirato anche dal viso “muto” di donna, che parla più del corpo stesso.

Torna l’erotismo umido, che graffia con le sue mani invisibili ed i suoi oli stessi.

L’opera di Germana Ponti massaggia la mente umana, del suo pubblico,trascinandola in un torpore infinito, come solo l’erotismo puro sa fare.

Infinito sguardo, perchè chiuso nei suoi confusi pensieri. Sguardo perso, che rivela, poi, la sua forza nell’aver catturato, e confuso, lo spettatore.

Sesso nascosto, perchè il valore del sesso……..è in tutta la figura stessa.

03/2011

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Paolo Nuti

Cosa sa graffiare con grazia? I brividi nel solo osservare ciò che porta la propria pelle a vibrare, per poi portare il suo freddo tremore alla mente, al cuore.Ciò che provoca l’emozione pura è l’Opera d’Arte Prima. E’ la mano invisibile, ma viva, che esce dall’Opera stessa e si propone al pubbico, il quale l’afferra volontariamente e si ferma in un infinito momento ad assaporare tutto ciò che esiste in lei: semplicità; solitudine; fantastico amore; ricordo indelebile; profumo; tatto.
 La bellezze di un’Opera è nella sua grazia o cattiveria di avvolgere lo spettatore e portarlo dentro sè.  Paolo, il pittore, segue la sua mano e il suo istinto, come vuole la forza della Natura. Unico tra i maestri dell’Arte.03/2011

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Gilles Tremblay.

Tremori, inquietudini interne dell’Artista, il quale porta la sua lotta nelle sue opere.

Opere che esprimono, senza problemi, ricordi semplici, dolcezze vissute, rovinate poi da eventi incompresi e duri, che hanno lasciato il loro segno fastidioso nell’animo.

Lo spettatore può trovare la semplicità in alcune opere, ma può paurosamente precipitare in un incubo violento, che lo trattiene davanti alle tele di Gilles Tremblay.

L’Artista sente la sua appartenenza a mondi superiori, ma ,come in ogni strada chiusa, che non si può percorrere, ne sente la sofferenza e lo spettatore pure.

03/2011

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Romano Mosconi

Bella, l’armonia delle opere di Romano Mosconi. Bella,,,,,,,,,,,una semplice parola che racchiude la semplicità con cui queste opere “naturali” abbracciano lo spettatore, la sua parte più sensibile.

Fantastico restare muti e sentire il suono delle sue opere, come Sax’Aphone, o Arpa e Banjo. Suonano queste meraviglie, nate nella natura, e portano la loro arte nelle nostre vite. La loro arte: prima rinchiusa nella loro tempra ed ora liberata dalle mani dell’artista.

Altra meraviglia è la Madonna del “sapel”, che con il suo volto chino, fa esplodere le carezze materne in ognuno di noi.

02/2011

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Alfredo Troise

Paura; ignoto…la pesantezza anticipatoria degli avvenimenti. L’irrequietezza del cuore malato, che batte i suoi cento colpi, ma anche la forza di continuare e non lasciare la presa.

Le opere di Alfredo Troise portano lo spettatore in un viaggio emotivo forte, che porta all’aspettativa dell’avvenire a breve. Le opere “vive” non nascondono il loro tremore a vivere.

02/2011

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