Archive for the ‘Selezione Poesie’ Category
Il pianto del Mare
Mare, che tanto coccoli tutti, arriva il giorno in cui a piangere sei tu.
Cosi grande…..cosi forte.
Forse troppo forte per noi,
ma se ci accorgiamo quando piangi;
quanto hai bisogno di noi…..
…..che bello che sei.
http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.youtube.com%2Fwatch%3Fv%3DaIhKiJwZnS0&h=996c8
Titolo e musica di Luciano D’Addetta
Caramelle amare
dolci come carezze,
vicine.
Caramelle,
che vicine
mi hanno trafitto il cuore
per l’eternità.
Caramelle
non ne voglio più.
La Luna ed i grilli
normalmente mi tengono sveglio
ma adesso voglio dormire
e sognare…
Gli occhi
che ti guardavano
con timore ed amore,
per poi chiudersi
sul tuo petto
la sera
davanti al televisore.
Occhi grandi,
come il tuo grande sorriso
prima di andare a dormire.
Medaglie
come caramelle.
Belle, desiderate,
dolci come carezze,
vicine.
Caramelle,
che vicine
mi hanno trafitto il cuore
per l’eternità.
Caramelle
non ne voglio più.
La Luna ed i grilli
normalmente mi tengono sveglio
ma adesso voglio dormire
e sognare…………………….
http://www.youtube.com/watch?v=NZxKJhjk-sg
Parte del testo è tratto dalla canzone “Parole parole…”
Notte di San Valentino
E’ la notte di San Valentino
e la notte se ne va.
La coperta di lana
resiste ancora
ed ancora scalda,
soffiando piano
sui miei ricordi.
Lei non c’è,
non qui,
ma nel cuore
e nei messaggi d’amore…
si…si ricorda di me.
Malinconica,
silenziosa,
notte d’estate, fuori tempo.
La coperta soffia piano
le sue eterne carezze
e la notte se ne va.
Cani umani
del nero spietato
del rosso colore.
Buchi neri,
eterne meraviglie del mondo.
Infinite mani
a spellare il pudore
di donna tiepida,
futura mamma
o forse no.
Graffi, tagli
infiniti insulti,
come l’orrore infinito…
nella memoria
di 17 colpi al cuore.
Muore Norma Cossetto
nella scuola,
che doveva crescere,
ma ha ucciso
nel modo peggiore.
Vive ora,
nelle ferite dell’animo umano.
Ululano i cani,
nel ricordo
di cani umani.
Piccolo mio.
Piccolo mio
Piccolo mio,
non sai quanto sforzo
per farti stare bene.
Ho pianto tanto,
come tu allora,
e piangerò ancora,
per riuscire a ridarti
i giochi di allora,
gli amori sognati
e i semplici sogni
che sono spariti all’istante.
Piccolo mio,
sei tu, sei me,
sono io…………………….
Aiutami tu……cosi io.
Alzeremo lo sguardo al cielo:
un unico sguardo;
un solo uomo cresciuto
ed il suo passato sereno.
L’uomo di carta.
parla alla gente
dopo si gira
e si pulisce la bocca
come se non fosse successo niente.
Ti guarda negli occhi
con fare autoritario
sperando che il tuo sguardo
si abbassi come un aeroplano
in panne……..in stallo.
L’uomo di carta
vale meno di uno sputo
che chiudi in un quadrato di carta
e lo butti in un minuto.
L’uomo di carta
che dipinge Giancarlo
è più vero di chi parla….
…la parte nascosta,
che si sveste.
Opere di Giancarlo Martelli.
Il mio Fiore malato.
il vulcano si sveglia
in un giorno di calma.
Calma apparente,
dietro i soliti giorni appannati.
Trema, la terra,
come un cuore di bambino
sente ancora il buco nero,
che pensava esser passato
o mai com’era stato.
Scende la terra di fuoco
nel suo viaggio lento e tagliente,
bruciante…
…scende la solitudine,
di un uomo dolorante,
per il suo fiore malato.
Calma apparente.
Torna un nome cattivo.
Scende la nebbia
nella vita del mio “fiore bianco”,
anche se il sole
si affaccia a guardare,
per riempigli lo sguardo di luce
e non lasciare che si spenga da solo.
Scoppia, tuona,
il mio cuore dolente,
come una nota stonata,
un filo tagliato,
saltato.
Le medaglie della vita, tornano a me,
senza la luce del metallo,
ma con quadri di parole
e parole di elogio…per me,
che sento il mio fiore malato.
Dio solo sa………
Lascia il tuo sorriso.
Lascia il tuo sorriso.
Non dimenticar mai di sorridere,
anche quando i consigli della gente
sono consigli che ti fanno piangere,
perchè non sanno di nulla…
non sanno nulla di te,
come zucchero che vuol essere sale.
Non dimenticar mai di sorridere,
anche quando piangi sotto la doccia
ed il pianto diventa sorriso ironico
nel sentirti solo e schiacciato
in un mondo di umani indifferenti.
Non dimenticar mai di sorridere,
anche quando premerai il grilletto,
per chiudere una vita che non è tua.
Lascia il tuo sorriso,
perchè qualcuno nasca col sorriso,
senza sentire il tuo sospiro.









Claudio Raccagni, nato nel 1969 a Palazzolo sull’Oglio.